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20/20 Il FUTURO è GIA IN ODA  

Produzione (S)Blocco5 

con il contributo di Regione Emilia Romagna

e il patrocinio del Comune di Bologna, Comune di Modena

con la partnership di  Elsinor Centro di Produzione teatrale, Aics Bologna, ATRIUM Cultural Route Forlì, Museo Internazionale della Maschera Sartori

il lavoro è nato in residenza presso il Teatro Giovanni Testori (Forli)

regia Ivonne Capece

drammaturgia: Walter Valeri, Ivonne Capece

in scena: Giulio Santolini, Ivonne Capece, Walter Valeri, Micol Vighi

costumi e concept visivo: Micol Vighi

FINALISTA AL FESTIVAL DI RESISTENZA ALCIDE CERVI 2021 

VINCITORE BANDO PER LA MEMORIA REGIONE EMILIA ROMAGNA 2020

20/20 è la seconda tappa della trilogia IO NON CI SONO, progetto vincitore del Bando per la Memoria 2020 di Regione Emilia Romagna. Insieme allo spettacolo DUX costituisce un dittico sulla memoria storico-politica italiana degli ultimi 100 anni.

Per conoscere il progetto IO NON CI SONO CLICCA QUI

Per vedere alcuni estratti di 20/20 EXSTREAM reportage che ha accompagnato con approfondimenti e dirette streaming l' allestimento dello spettacolo:  20/20 EXSTREAM

DATE
-6-7-8 ottobre 2022 | Teatro Fontana Milano
gio_ven ore 20.30, sab. ore 19.30

MORE INFO

20/20 è un viaggio nella memoria, ma non di quelli che ripercorrono la Storia. E‘ una time-line emotiva, scomposta, un viaggio tra realtà e virtualità per raccontare 100 anni clamorosi, di sogni e mutilazioni di sogni. 

Dalla nascita del fascismo (1919-20) al trionfo della Pandemia (2019-20): esattamente cento. 100 incredibili anni in 1 ora attraverso video, audio, attori reali e avatar virtuali.

Una time-line per immagini che schizza con frenesia avanti e dietro nel tempo negli anni in cui abbiamo tremato: quelli in cui le cose sono irrimediabilmente cambiate, contro la nostra volontà (o a causa nostra?). Ci prepariamo al 2022 Pandemico: 100 anni fa ci preparavamo alla Marcia su Roma e al fascismo. Centenari che non si possono dimenticare: tempi presenti che non si possono ignorare. Sinistre coincidenze? Quanti passi (avanti o indietro?) abbiamo fatto?

Entriamo nel Novecento da pastori che non hanno mai visto il Cinema, e veniamo trascinati come animali al macello della prima Guerra Mondiale, ma in realtà siamo in teatro, qui ed ora, noi e voi (il pubblico, l'attore, la regista, il drammaturgo e il tecnico); e poi siamo soli: rinchiusi nelle nostre case ed è marzo 2020, che però in realtà è una prigione in cui sta chiuso Gramsci; e poi siamo appassionati Futuristi, imprenditori terrorizzati dalle falci delle lotte operaie, e telespettatori lobotomizzati dalle pubblicità in tv degli anni '80 e '90. E diventiamo fascisti. E siamo noi stessi. Oggi. 2022. 100 anni fa ci preparavano alla marcia su Roma.

Dal fascismo alla Pandemia chiedendoci se un senso c'è. Venite a chiedervelo. Noi siamo tutti in scena: performer, regista, tecnico. Anche il drammaturgo c'è. Prima di diventare il nostro drammaturgo è stato per trent'anni un grande poeta, amico fraterno di Pasolini e Fortini, e braccio destro di Dario Fo e Franca Rame: uno che fa venire voglia di ricordare.

Più che di ricordare, la Pandemia ci ha fatto venire una gran voglia di Rinascita. Ma rinascere da cosa? Per diventare cosa? Trasportiamo insieme nel futuro, come Giasoni, il nostro agnello d'oro (che è solo una luce al neon, un "lumicino" pirandelliano): ma non lo stiamo salvando. Lo stiamo mettendo in pericolo.

Note di regia

"20/20 è un racconto per immagini che confonde passato e presente: chiede al passato le ragioni del presente, e al presente di ridefinire il senso del passato. Il Novecento non inizia nel 1900: inizia con la guerra mondiale e il primo dopoguerra; quello italiano nel 1918; il comunismo e il fascismo italiani nel '19, la parabola socialista con la rivoluzione perfettamente "mancata" del '20 che determinerà la rivoluzione perfettamente riuscita del fascismo nel '22. Tutta la storia dell'ultimo secolo è dipesa da quel biennio. Il Novecento non finisce nel 1999: finisce nel 2020, con l'epidemia mondiale che svergogna le inadeguatezze del sistema socioeconomico che per duecento anni abbiamo tutelato, che ci virtualizza, ridefinisce l'idea di rapporto tra noi e gli altri, e tra noi e la natura. Impossibile vedere oltre la saracinesca che si è abbattuta sui nostri giorni. Il futuro non può essere pianificato. Il passato forse non ci interessa più. Il 2020 non chiude solo un secolo in ritardo, ma un millennio di scelte politiche ed economiche puntuale" - Ivonne Capece

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