SAGGI 2020/21

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DEAD AGAMENNON | 5 studi su 1 morte
Saggio corso di regia 2020/21
6 novembre 2021 ore 21.30
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F - donne e corpo nelle fiabe dei Grimm
         saggio corso base di lettura espressiva
       16 e 17 ottobre 2021 ore 21.30

Un eroe vittorioso di ritorno da una guerra gloriosa viene ucciso brutalmente da sua moglie e dall'amante di lei, che subito dopo ne usurpa il regno. Il figlio minore viene perseguitato, la sorella maggiore rinchiusa in casa e trattata come una prigioniera. Chi è colpevole?

Un re torna da una guerra di conquista portando con sé una donna che impone alla moglie come concubina. Quest'uomo anni prima aveva ottenuto sua moglie rapendola con la forza e uccidendo sia il di lei primo marito che i figli avuti con costui. Dieci anni dopo aveva trucidato la prima figlia avuta con lei, per propiziarsi la vittoria in guerra. L'uomo viene ucciso al suo ritorno insieme alla sua concubina dalla moglie rabbiosa e dal suo nuovo compagno, che lo odiano. Chi è colpevole?

Un tiranno torna da una guerra, trascinando con sé una ragazza come schiava, che obbliga ad andare a letto con lui. In casa c'è la moglie di lui con un amante ufficiale che cospirano un colpo di stato, uccidono il tiranno, perseguitano gli eredi al trono, instaurano una nuova dittatura e per disprezzo si accaniscono e uccidono la giovane schiava. Chi è colpevole?

Gli allievi del corso di regia 2020/21 di (S)Blocco5 si lanciano in un gaming affascinante attorno alla morte di Agamennonne: ciascuno di loro è il regista esistenziale e l'avvocato difensore di uno dei protagonisti: la sua messinscena abbraccia le motivazioni di uno solo di loro. Uno studio meta-teatrale in cui ciascun regista interpreta anche il personaggio che difende: 5 versioni dello stesso crimine, 5 responsabilità diverse, 5 analisi creative dello stesso terrificante mito familiare.

Docente: Ivonne Capece

Assistente: Serena Citernesi

Allievi registi/interpreti: Lorenzo Bonazzi, Barbara Capece, Carla Chiappino, Michele Tomai, Maurizio Tonelli

*in foto Barbara Capece e Maurizio Tonelli, interpreti di Clitemnestra e Agamennone

Vi siete mai chiesti come mai abbiamo paura dei lupi? I lupi sono animali schivi, in Italia specie protetta che rasenta il rischio dell’estinzione, parenti prossimi di quello che consideriamo da sempre l’animale amico per eccellenza: il cane – eppure da sempre consideriamo il lupo come bestia selvaggia e feroce. Probabilmente la colpa è di Cappuccetto Rosso. Le fiabe sono testi AUTORITARI per eccellenza. E la scelta del termine non è esagerata. Fin dall’infanzia veniamo sottoposti a meccanismi di modellizzazione veicolati in questi racconti che cominciano e finiscono tutti allo stesso modo e che hanno il preciso scopo di insegnarci come stare "bene" al mondo. Le principesse sono tutte bellissime. I principi coraggiosi e forti. E le bambine che disobbediscono finiscono nella pancia del lupo, che è sempre molto, molto cattivo.

Le fiabe della tradizione occidentale sono sempre storie di corpi: corpi affamati, corpi che vengono mangiati, che vengono addormentati, che vengono rinchiusi, che vengono usati o abusati. E di solito sono corpi di bambini. O corpi di genere femminile. Spesso le due cose insieme.

9 monologhi, elaborati dagli allievi del corso base di lettura espressiva 2020 di (S)Blocco5 in una performance, a partire da un'indagine sulla dimensione del corpo femminile in alcune famose fiabe dei Grimm; Cappuccetto Rosso, sua Madre, sua Nonna; la Regina di Biancaneve e la donna riflessa nel suo Specchio; Raperonzolo e sua madre; il principe e tutte le sue "belle addormentate". Una ricerca creativa nata durante il lockdown, che mischia elementi dal vivo, registrazioni audio e video per raccontare le suggestioni, le visioni, le opposizioni scaturite in 8 donne e 1 uomo nel 2021 di fronte al corpo femminile esposto nelle fiabe.

Docente: Ivonne Capece | assistente: Angela Fauzzi

Allievi: Giulia Bellini (Raperonzolo), Claudia De Benedittis (Fata di Raperonzolo), Arianna Carli (lo Specchio), Roberta Cristofaro (Cappuccetto Rosso), Sonia Frabetti (la Lupa), Stefano Giacché (il Principe), Susanna Rossi (la Nonna), Aurora Sergi (la madre di Cappuccetto), Elisa Villetti (la Regina di Biancaneve).

UNMOTHER - Saggio corso di lettura espressiva sblocco5 2021.jpg
UN-MOTHER saggio corso di lettura espressiva
Madri, figlie e famiglie cannibaliche nelle fiabe dei Grimm

22 e 23 settembre 2021 ore 21.30

Progetto didattico: Ivonne Capece | Docenti: Ivonne Capece, Angela Fauzzi

Assistenza alla direzione: Serena Citernesi

Manuel Cañizares Filippo Baldelli Luigi Casacanditella, Daniele Facani, Giusy Lenoci Roberta Nuzzo Margherita Monti Marco Polverigiani, Francesca Rinaldi | Katia Garone, Federico Ghiraldello, Maria Malatesta, Stefano Marchesini, Fabio Navone, Greta Remondino, Alice Salvatori, Valeria Tancredi, 

*foto by Davide BlottaIn foto Margherita Monti, allieva interprete di Elettra

Narrazioni che la società moderna ha rinchiuso nella stanza dei bambini, ma più antiche di quello che possiamo immaginare. Sono ciò che rimane di antichi riti pre-cristiani, diffusi in Europa durante l'antichità e il Medioevo. Sopravvissute agli stessi popoli che le avevano generate, furono censurate ed epurate dalla cultura borghese benpensante, che le trasformò in semplici racconti per l'infanzia. La società moderna ha dimenticato le sue radici, ma le fiabe sono frammenti del mondo da cui proveniamo: riti arcaici sacrificali, regine che devono divorare le proprie madri per ereditarne il potere, volti meravigliosi e terribili delle foreste.

Una performance audio/video in cui gli allievi attori dal vivo prestano la voce ad immagini videoproiettate, in una esibizione a metà tra la lettura ad alta voce, il doppiaggio cinematografico e  l'audio-spettacolo. 

Un ri-attraversamento con drammaturgia inedita di tre capolavori dei fratelli Grimm, passati alla storia ed entrati inesorabilmente nell'immaginario e nell'inconscio collettivo: BIANCANEVE  CAPPUCCETTO ROSSO, HANSEL E GRETEL. Riscritte e reinterpretate per dar voce alla loro origine arcaica, rituale e sacrificale, senza il giudizio della contemporaneità. Regine Sacre che allo scadere del settimo anno rifiutano di farsi divorare dalle proprie figlie o insegnano loro come farlo, dee dal volto di donna e di lupo, principi necrofili, bambini segnati dal marchio sacrificale (la presenza dei 3 colori bianco, rosso e nero sul loro corpo), riti di discesa nel regno dei morti. 

Una performance sofisticata ed emozionale, che dal passato rituale vola nel presente psicanalitico per raccontare il complesso rapporto nutritivo che lega la madre ai propri figli, e tornare là dove tutto è cominciato. 

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L'ALTRA ELECTRA Saggio livello Open
24-25 luglio | 25 settembre 2021 ore 21.30

Le tragedie che compongono l’Orestea di Eschilo rappresentano un’unica, criminale, storia familiare suddivisa in tre episodi: l’assassinio di Agamennone da parte della moglie Clitemnestra e del suo amante Egisto, la vendetta del figlio Oreste che con la complicità della sorella Elettra uccide la madre, la persecuzione del matricida e la sua assoluzione finale ad opera di un tribunale.Di chi è la colpa? Gli antichi sono certi: solo della madre. Ma i moderni no.. A partire da Shakespeare le colpe si fanno più sfumate, si confondono, i personaggi si trasformano, i buoni diventano meno buoni, i cattivi sempre meno cattivi, i coraggiosi sempre meno coraggiosi e i vigliacchi sempre meno vigliacchi.

Oreste diventa un insicuro e maldestro vendicatore, cervellotico, assente - più nella mente e che nei fatti (Amleto); poi diventa morboso, edipico, sessualmente represso, gongolante per la morte del padre, rivale nel letto di sua madre (O' Neil), infine un ragazzino indifferente vissuto lontano da casa, che non ricorda nulla, che non prova nulla per la sua famiglia di origine, ma cui ognuno cerca di imboccare una versione della verità (Yourcenar). E così Elettra, che da vittima delle sevizie di Egisto e Clitemnestra si fa via via più oscura, malevola, sinistra, immotivatamente ostile. A mano a mano che i protagonisti positivi sprofondano nel baratro della colpa, gli eroi neri di Eschilo (Egisto e Clitemnestra) diventano più luminosi, comprensibili, addirittura saggi, protettivi. Dal "Il lutto si addice ad Elettra" di O'Neil a "Elettra, o la caduta delle maschere" di Yourcenar, da "Clitemnestra o del crimine" di Yourcenar a "Elettra" di Hoffmanstal: un viaggio nel tempo che trasforma una tragedia greca in terapia familiare, in analisi psico-mitologica della famiglia e della coppia.

Progetto didattico: Ivonne Capece

Docente: Ivonne Capece, Angela Fauzzi

drammaturgia: Alice Gaglio, Valentina Parrilli e igli allievi del corso di lettura espressiva

interpreti: Serena Citernesi, Alice Gaglio, Emanuela Garzo, Valentina Parrilli, Silvio Pellico, Ilaria Zarri

* In foto Serena Citernesi, allieva interprete di Biancaneve