Sblocco5 è un centro di ricerca, formazione e produzione teatrale fondato e diretto dalla regista e attrice Ivonne Capece.  Alla direzione di Ivonne Capece, performer, attrice e regista, si affiancano Micol Vighi scenografa e costumista. Al lavoro del team si sono affiancati del corso degli anni artisti e professionisti che ne hanno arricchito il percorso. Tra questi: Walter Cerrotta, Marzio Badalì, Giulio Santolini, Stefano Sardi, Veronica Schiavo, Maria Renda, Matteo Belli, Antonella Boccadamo, Francesca Antonino.

 

Volontà è il principio attraverso il quale (S)Blocco5 esprime la sua ricerca. La volontà è capacità di scegliere e realizzare comportamenti idonei al raggiungimento degli scopi. L‘attività propria del soggetto autocosciente posta in relazione con l’intelletto, ora inclusa e non contrapposta a esso ora dotata di possibilità oltre i limiti dell’intelletto. Capacità giuridica dell‘uomo di intendere e volere, e quindi di agire, ha un contenuto precettivo destinato a dettare un criterio di condotta. Nel linguaggio politico è la disponibilità collettiva a seguire un comportamento o manifestare un atto volitivo. La volontà è disponibilità ad attuare programmi con cui mantenere fede agli impegni, ma anche esaltazione della propria energia vitale, tesa a fini e a valori che superano la vita stessa e la morale corrente. Pulsione solidale e anti-sociale insieme, è il fondo oscuro di ogni individuo, costituito da una cieca e irresistibile spinta ad agire e la cui prima manifestazione è la rappresentazione stessa del mondo.

 

La volontà che Sblocco5 esprime attraverso la sua ricerca visiva e concettuale è quella dell‘essere umano di fare di se stesso bellezza e non scempio. Il nostro obiettivo è puntato all'invisibilità e all'uscita di scena, indaga la realtà attraverso i suoi contrasti: per dare luce a ciò che è in ombra e raccontare il mondo in modo inaspettato. Abbiamo una grande passione per i "fuori campo", autori scomodi che hanno visioni rovesciate o atipiche della realtà, le cui opere o vissuti destano perplessità o appaiono superate, sfidano le mode artistico-intellettuali del momento, e costringono a una ricerca dura e senza preconcetti ideologici.

(S)Blocco5 inizia il suo viaggio nel 2016, avvicinandosi ad un autore distorto e feroce come Giovanni Testori, intellettualmente equivoco per le scelte ideologiche e religiose, e per il posizionamento politico della sua eredità, attraverso un‘opera fortemente atipica, messa in scena solo due volte negli ultimi 40 anni: La monaca di Monza, seguita un anno dopo dal più celebre I Promessi Sposi alla prova, a composizione di un dittico attraverso il quale abbiamo indagato meta-teatralmente il rapporto tra artista e opera d‘arte.

Nel 2018 La ricerca prosegue con Il Piacere di conoscerti, performance/studio che ha messo in relazione due gruppi: un Under18 e un Over65 con disturbi cognitivi e della memoria, su sessualità e politiche del corpo, per indagare il sesso in fasi della vita nelle quali è considerato pericoloso o scabroso. Adolescenza e terza età hanno dialogato per abbattere tabù culturali e avvicinare distanze generazionali, attraverso una performance e materiali video.

Nel 2019 debutta Il Bue Nero, o della cattiva coscienza degli italiani, la storia del corpo (vivo e morto) di Mussoliniprimo spettacolo di una trilogia fondata sul concetto di Body History dal titolo Io non ci sono, ispirata a saggi storiografici controversi, vincitore del Bando per la Memoria della Regione Emilia Romagna 2019.

Nell'estate 2020 nasce la performance INSIDE|ME dialoghi fallimentari con la natura che debutta al Festival InsOrti 2020– Festival d’arte performativa site specific

Sempre nel  2020 nascono il progetto CONFINI LISCI Memorie antropologiche del popolo del liscio: un percorso artistico/antropologico in un secolo di storia della ballerina Emilia Romagna, attraverso la realizzazione di un dialogo creativo tra performer e danzatori, progetto finanziato da Fondazione Del Monte, CORPI ESTRANEI, video-performance realizzata a partire da materiali audio/video inviati dal pubblico per raccontare lo spaesamento dei nostri corpi in lockdown nato grazie al contributo del Comune di Bologna.

Nello stesso anno veniamo scelti per il progetto di ERT -Emilia Romagna Teatro Fondazione-MEDIATORI DEL REALE -residenza ISOLE  progetto che vuole  promuovere il dialogo tra alcune delle compagnie teatrali che Bologna ospita, per favorire un terreno fertile di crescita e stimolo reciproco, utile alla ricerca, al confronto e alla condivisione.

Sempre nello stesso anno nasce  20/20 la performance numero due della trilogia Io non ci sono vincitricedel  Bando per la memoria della Regione Emilia Romagna 2020 e il progetto 20/20 EXstream.

Nella primavera 202O siamo stati scelti tra i FINALISTI per il bando Biennale College | Performance site specific- Biennale teatro di Venezia 2020 coi dirittori Stefano Ricci e Gianni Forte ( RICCI-FORTE).